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lunedì 2 maggio 2011

SPECIALE DEL BLOG BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II - 4

L'OSSERVATORE ROMANOit


Quando il cardinale Joseph Ratzinger spiegava chi era Giovanni Paolo II

Si è identificato con la Chiesa
perciò ne può essere la voce

Dal volume Giovanni Paolo II pellegrino per il Vangelo (Cinisello Balsamo - Torino, Edizioni Paoline - Editrice Saie, 1988) pubblichiamo integralmente l’articolo nel quale il cardinale Joseph Ratzinger ripercorreva e faceva emergere gli aspetti fondamentali dei primi dieci anni di pontificato di Karol Wojtyła.
Giovanni Paolo II è senz’altro colui che, ai nostri tempi, si è incontrato personalmente con il maggior numero di esseri umani. Innumerevoli sono le persone a cui egli ha stretto la mano, a cui ha parlato, con cui ha pregato e che ha benedetto. Se il suo elevato ufficio può creare distanza, la sua personale irradiazione crea invece vicinanza. Anche le persone semplici, incolte, povere non hanno da lui l’impressione della superiorità, dell’irraggiungibilità o del timore, quei sentimenti che colpiscono così sovente chi si trova nelle camere d’aspetto dei potenti, delle autorità. Giovanni Paolo II accanto al cardinale Ratzinger durante il viaggio in Germania nel 1996 (21-23 giugno)

BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II lo speciale del blog - 3

Festa della fede
per aprire le porte a Cristo

Un  avvenimento straordinario, senza precedenti negli ultimi dieci secoli della storia della Chiesa. La beatificazione di Karol Wojtyła, Pontefice dal 1978 al 2005 con il nome di Giovanni Paolo II, si annuncia come una grande e universale «festa della fede». La descrive così il suo immediato successore Benedetto XVI — che presiede la solenne concelebrazione eucaristica domenica 1° maggio, in piazza San Pietro — nel messaggio autografo inviato per l’occasione al nostro giornale. Una festa che migliaia di persone giunte a Roma da tutto il mondo si preparano a vivere proprio in queste ore. E che, nell’auspicio dello stesso Papa Ratzinger, costituisce una «preziosa occasione per aprire le porte a Cristo». Ai giovani il compito di inaugurare questa tre giorni di celebrazioni, con la veglia di sabato sera al Circo Massimo, in collegamento con cinque santuari mariani di diversi continenti. Domenica mattina, alle 10, la cerimonia in piazza San Pietro, dove il giorno dopo, alle 10.30, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, celebrerà la messa di ringraziamento in onore del nuovo beato.
Da Osservatore Romano
L'Osservatore Romano, 00120 Città del Vaticano. Tutti i diritti riservati 


domenica 1 maggio 2011

SPECIALE BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II - Regina Caeli

LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DEL REGINA CÆLI, 01.05.2011

Al termine della Santa Messa celebrata sul sagrato della Basilica Vaticana per la proclamazione del Beato Giovanni Paolo II, prima della recita del Regina Cæli il Santo Padre Benedetto XVI rivolge ai fedeli e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro, nelle strade adiacenti e in diversi altri luoghi di Roma, le parole che riportiamo di seguito:


SPECIALE BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II - 2

Benedetto XVI beatifica Giovanni Paolo II: un gigante che ha insegnato ai cristiani il coraggio di esserlo

Un “gigante” che con “la sua testimonianza di fede, di amore e di coraggio apostolico, accompagnata da una grande carica umana”, ha “aiutato i cristiani di tutto il mondo a non avere paura di dirsi cristiani, di appartenere alla Chiesa, di parlare del Vangelo”. È il pensiero centrale che Benedetto XVI ha dedicato a Giovanni Paolo II durante l’omelia della Messa con la quale questa mattina il Papa ha solennemente proclamato Beato il suo predecessore. Oltre un milione di persone provenienti da ogni parte del mondo ha fatto da cornice alla emozionante cerimonia, interrotta da dozzine di salve di applausi. La cronaca della celebrazione di Alessandro De Carolis: 

(Formula di Beatificazione pronunciata da Benedetto XVI)

"Auctoritate Nostra Apostolica facultates facimus ut Venerabilis Servus Dei Ioannes Paulus II, papa, Beati nomine in posterum appelletur ...

Dall’altare del proprio cuore, dove per sei anni in milioni lo avevano posto, agli altari della Chiesa, che oggi lo ha proclamato Beato. La stessa folla strabocchevole dell’8 aprile 2005, che lo piangeva e in mille lingue lo voleva Santo, è tornata a riempire ogni angolo e interstizio di Piazza San Pietro, di Via della Conciliazione e di tutte le piazze romane in cui è stato possibile ascoltare questa formula di Benedetto XVI, veder giganteggiare sull'arazzo la fotografia del Papa amatissimo (sacattata dal fotografo polacco Gregor Galazka) dalla loggia dove un giorno si era affacciato venendo da lontano e liberare con un lungo applauso e molte lacrime la gioia trattenuta fino ad oggi. Giovani e meno giovani, figli diventati genitori e bambini che non l’hanno conosciuto: un milione e più di persone ha voluto passare una notte in viaggio, per strada e in preghiera per vivere sulla pelle l’emozione spirituale e umana di vedere Giovanni Paolo II ricevere quegli onori che in moltissimi gli avevano già riconosciuti e tributati il giorno dei funerali:

“Già in quel giorno noi sentivamo aleggiare il profumo della sua santità, e il Popolo di Dio ha manifestato in molti modi la sua venerazione per Lui. Per questo ho voluto che, nel doveroso rispetto della normativa della Chiesa, la sua causa di beatificazione potesse procedere con discreta celerità. Ed ecco che il giorno atteso è arrivato; è arrivato presto, perché così è piaciuto al Signore: Giovanni Paolo II è Beato!” (applausi)

SPECIALE BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II - 1






Papa: Giovanni Paolo II è beato per la sua fede, forte e generosa, apostolica

Con una cerimonia a cui hanno partecipato centinaia di migliaia - forse un milione – di fedeli, cardinali, patriarchi, delegazioni internazionali, Benedetto XVI ha proclamato beato Karol Wjtyla. È l’uomo devoto a Maria, che ha traghettato la Chiesa nel terzo Millennio, attuando la ricchezza del Concilio Vaticano II. Egli ha aperto a Cristo “la società, la cultura, i sistemi politici ed economici”, invertendo la tendenza ad emarginare la fede. Nei confronti di marxismo e ideologia del progresso ha rivendicato la forza della speranza cristiana, aiutando “i cristiani di tutto il mondo a non avere paura di dirsi cristiani, di appartenere alla Chiesa, di parlare del Vangelo. In una parola: ci ha aiutato a non avere paura della verità, perché la verità è garanzia di libertà”.

Città del Vaticano (AsiaNews)