Powered By Blogger
Visualizzazione post con etichetta Religione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Religione. Mostra tutti i post

mercoledì 10 novembre 2010

Udienza Generale del 10/11/2010

UDIENZA GENERALE DI PAPA BENEDETTO XVI




Cari fratelli e sorelle!
Oggi vorrei ricordare con voi il Viaggio Apostolico a Santiago di Compostela e Barcellona, che ho avuto la gioia di compiere sabato e domenica scorsi. Mi sono recato là per confermare nella fede i miei fratelli (cfr Lc 22,32); l’ho fatto come testimone di Cristo Risorto, come seminatore della speranza che non delude e non inganna, perché ha la sua origine nell’infinito amore di Dio per tutti gli uomini.

domenica 7 novembre 2010

Angelus 7/11/2010


BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza della Chiesa della Sagrada Familia a Barcelona
Domenica, 7 novembre 2010

Fratelli e sorelle nel Nostro Signore Gesù Cristo,
Ieri, a Porto Alegre, in Brasile, ha avuto luogo la cerimonia di beatificazione della Serva di Dio Maria Barbara della Santissima Trinità, fondatrice della Congregazione delle Suore del Cuore Immacolato di Maria. La fede profonda e l’ardente carità con cui ella seguì Cristo, suscitino in molti il desiderio di dedicare completamente la propria vita alla maggior gloria di Dio e al servizio generoso dei fratelli, soprattutto dei più poveri e bisognosi.

Speciale viaggio del Papa: Omelia del S.Padre


Omelia di Benedetto XVI durante la S.Messa nella basilica della Sacrada Familia



Questo giorno è un punto significativo in una lunga storia di aspirazioni, di lavoro e di generosità, che dura da più di un secolo. In questi momenti, vorrei ricordare ciascuna delle persone che hanno reso possibile la gioia che oggi pervade tutti noi: dai promotori fino agli esecutori di quest’opera; dagli architetti e muratori della stessa, a tutti quelli che hanno offerto, in un modo o nell’altro, il loro insostituibile contributo per rendere possibile la progressiva costruzione di questo edificio. E ricordiamo, soprattutto, colui che fu anima e artefice di questo progetto: Antoni Gaudí, architetto geniale e cristiano coerente, la cui fiaccola della fede arse fino al termine della sua vita, vissuta con dignità e austerità assoluta. Quest’evento è anche, in qualche modo, il punto culminante e lo sbocco di una storia di questa terra catalana che, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, diede una moltitudine di santi e di fondatori, di martiri e di poeti cristiani. Storia di santità, di creazioni artistiche e poetiche, nate dalla fede, che oggi raccogliamo e presentiamo come offerta a Dio in questa Eucaristia.

martedì 14 settembre 2010

BENEDETTO XVI
ANGELUS
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 12 settembre 2010

Cari fratelli e sorelle!
Nel Vangelo dell’odierna domenica – il capitolo 15° di san Luca – Gesù narra le tre “parabole della misericordia”. Quando Egli “parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare” (Enc. Deus caritas est, 12). Infatti, il pastore che ritrova la pecora perduta è il Signore stesso che prende su di sé, con la Croce, l’umanità peccatrice per redimerla. Il figlio prodigo, poi, nella terza parabola, è un giovane che, ottenuta dal padre l’eredità, “partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto” (Lc 15,13). Ridotto in miseria, fu costretto a lavorare come uno schiavo, accettando persino di sfamarsi con cibo destinato agli animali. “Allora – dice il Vangelo – ritornò in sé” (Lc 15,17).“Le parole che si prepara per il ritorno ci permettono di conoscere la portata del pellegrinaggio interiore che egli ora compie … ritorna «a casa», a se stesso e al padre” (Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, Milano 2007, pp. 242-243). “Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio” (Lc 15,18-19). Sant’Agostino scrive: “È il Verbo stesso che ti grida di tornare; il luogo della quiete imperturbabile è dove l’amore non conosce abbandoni” (Conf., IV, 11). “Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò (Lc 15,20) e, pieno di gioia, fece preparare una festa.
Cari amici, come non aprire il nostro cuore alla certezza che, pur essendo peccatori, siamo amati da Dio? Egli non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui. Il libro dell’Esodo ci mostra come Mosè, con fiduciosa e audace supplica, riuscì, per così dire, a spostare Dio dal trono del giudizio al trono della misericordia (cfr 32,7-11.13-14). Il pentimento è la misura della fede e grazie ad esso si ritorna alla Verità. Scrive l’apostolo Paolo: “Mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede” (1 Tm 1,13). Ritornando alla parabola del figlio che ritorna “a casa”, notiamo che quando compare il figlio maggiore indignato per l’accoglienza festosa riservata al fratello, è sempre il padre che gli va incontro ed esce a supplicarlo: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo” (Lc 15,31). Solo la fede può trasformare l’egoismo in gioia e riannodare giusti rapporti con il prossimo e con Dio. “Bisognava far festa e rallegrarsi – dice il padre – perché questo tuo fratello … era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15,32).
Cari fratelli, giovedì prossimo mi recherò nel Regno Unito, dove proclamerò beato il Cardinale John Henry Newman. Chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera in questo viaggio apostolico. Alla Vergine Maria, il cui Nome santissimo è oggi celebrato nella Chiesa, affidiamo il nostro cammino di conversione a Dio.

giovedì 9 settembre 2010

Ratzinger nel mirino

Dietro l’attacco alla Chiesa c’è un obiettivo preciso: Benedetto XVI 

Aldo Maria Valli 

Ratzinger sta facendo al mondo contemporaneo e alla sua cultura una proposta, tanto semplice quanto rivoluzionaria, riassumibile in una formula: allargare gli spazi della ragione. Non è vero che è razionale solo ciò che è sperimentabile in modo scientifico. Razionale è tutto ciò che attiene alla natura umana, compresi quegli aspetti che non possiamo dimostrare con formule matematiche o con esperimenti di laboratorio.
Razionale è anche credere in un Dio che crea l’uomo, a sua immagine e somiglianza, per amore.
Di qui l’altra proposta, rivolta ai non credenti, di vivere veluti si Deus daretur, come se Dio ci fosse. Nell’epoca dei Lumi l’uomo ha cercato di codificare alcune norme morali fondamentali etsi Deus non daretur, partendo cioè dall’idea che Dio non esista. Spossata dalle guerre di religione e dall’uso politico della fede, l’umanità ha cercato di sganciarsi dall’ipotesi Dio in nome dello spirito di libertà. Ma oggi, in un’epoca in cui il tramonto dei valori cristiani espone l’uomo al rischio dell’autodistruzione, la prospettiva va ribaltata: anche chi non riesce a concepire la ricerca di Dio come qualcosa di razionale viva come se un’entità suprema e regolatrice esistesse. Proposta della quale si potrebbe discutere in un rinnovato «cortile dei gentili».
I monaci che nel medioevo portarono alla costruzione dell’Europa (lo ha ricordato a Parigi il 12 settembre 2008) in quell’epoca confusa riuscirono a elaborare una nuova cultura perché avevano sete di assoluto e perché cercavano Dio. Lezione valida anche oggi, perché in ogni tempo una cultura si costruisce sulla ricerca di Dio e sulla disponibilità ad ascoltarlo.